COP17. Kyoto risorge. Ma il clima è salvo?

Da Durban/COP17 – Alberto Zoratti – Fair

[Durban/COP17]. – Si conclude dopo giorni di negoziati ed ore di attesa la 17a Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico a Durban. Nasce il Durban Package che consolida il percorso multilaterale rimesso in piedi a Cancun. Si salva il protocollo di Kyoto, da molti dato per morto, e l’Unione Europea conosce un nuovo protagonismo. L’unica cornice vincolante non viene messa in un cassetto, ma il lavoro da fare è ancora molto. Anche per contrastare una serie di distorsioni che piuttosto che contribuire alla lotta al cambiamento climatico in un’ottica di equità, rischiano di aggravarlo, come i meccanismi di mercato, troppe volte sovrastimati. Rimangono in piedi il REDD+, con i rischi per le foreste, un vero e concreto impegno davanti a impegni vincolanti, il rispetto delle sollecitazioni che vengono dal mondo scientifico, la possibile ingerenza della Banca Mondiale e di altre organizzazioni come la Wto sui temi climatici, un reale impegno per stanziare risorse per il Green Fund. Il lavoro, per la comunità internazionale, è ancora molto e difficile. Ed i movimenti della società civile dovranno fare la loro parte.

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Conclusa alle 5 di notte la COP17
COP17. Kyoto risorge. Ma il clima è salvo?

A Durban nasce il l’omonimo package, dopo una giornata ed una notte estenuanti la 17a Conferenza delle Parti chiude con un risultato. Kyoto è salvo, grazie all’ostinazione della maggioranza delle delegazioni presenti, prima fra tutte l’Unione Europea. L’unica cornice legale vincolante non è stata travolta dal disimpegno di pochi, ma con Kyoto rimangono anche le contraddizioni di una serie di strumenti di mercato troppe volte sovrastimati e di una strategia di lotta al cambiamento climatico ancora molto, troppo inadeguata. La storia di una nottata fuori dal comune.

09-12-11
DURBAN: DIRETTORE ESECUTIVO GREENPEACE ESPULSO DA CONFERENZA CLIMA
(ASCA) – Roma, 9 dic – Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo diGreenpeace International, e’ stato fatto allontanare dall’edificio nel quale e’ in svolgimento la conferenza delle Nazioni Unite sul clima aDurban, in Sud Africa. E’la stessa organizzazione ambientalista a renderlo noto, precisando che a Naidoo e ad altri 9 attivisti di Greenpeace e’ stato confiscato il badge di accesso e non potranno quindi rientrare nel Palazzo dei congressi per partecipare al resto della conferenza.
Questo pomeriggio Kumi Naidoo si era unito a una protesta non violenta all’interno del centro congressi, appena fuori della sala plenaria nella quale e’ in corso il segmento ministeriale della conferenza sul clima. Alla protesta hanno partecipato un centinaio di attivisti provenienti da tutto il mondo e rappresentanti di diversi gruppi della societa’ civile, tra cui 350.org, Friends of the Earth e Avaaz. Tra i dimostranti era presente anche il Ministro dell’Ambiente delle isole Maldive, Mohaemmed Shareef, particolarmente preoccupato per gli effetti dei cambiamenti climatici visto che il suo paese e’ costituto da un arcipelago di isole che si alza di pochi metri sopra il livello del mare.
Prima di essere accompagnato fuori dal centro congressi, Naidoo ha dichiarato:”Siamo qui per sostenere i Paesi piu’ vulnerabili ai cambiamenti climatici, la cui sopravvivenza non viene presa in considerazione da chi siede in quella sala conferenze. Siamo qui per chiedere ai Ministri di ascoltare le persone, non chi inquina. La delegazione degli Stati Uniti sta in questo momento pianificando a tavolino la scomparsa di Paesi membri delle Nazioni Unite dalla mappa del pianeta.
Questo e’ semplicemente inaccettabile”.
Dopo essere stato allontanato Naidoo ha continuato:”E’ paradossale che, mentre la maggioranza dei cittadini del mondo chiede azioni urgenti per proteggere il clima e salvare vite umane, la delegazione degli Stati Uniti continui liberamente ad ostacolare ogni progresso delle trattative.
Chiedo al popolo americano, per il quale oggi siamo qui, di domandarsi cosa farebbe se venisse a sapere che i potenti del mondo stanno complottando per cancellare gli Stati Uniti dalla carta geografica. Perche’ questo e’ esattamente il futuro che attende chi vive alle Maldive o in altre isole. La delegazione di Obama e’ in grado di far fallire questa conferenza solo con il sostegno di altri grandi inquinatori.
Faccio un appello a quelle Nazioni affinche’ riconsiderino la loro alleanza con la delegazione degli Stati Uniti, e pensino a quei Paesi che rischiano di scomparire”.
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