20 agosto 1968 : i comunisti italiani e la fine della primavera di Praga

La notte tra il 20 e il 21 agosto 1968, le truppe del “patto di Varsavia” ad eccezione della Romania, invadevano la Cecolovacchia ed entravano in Praga, mettendo fine a all’esperienza politica della “primavera di Praga” o del “socialismo dal volto umano”.

Erano passati 12 anni dall’invasione dell’Ungheria e i Comunisti Italiani per voce di Pietro Ingrao esprimevano alla Camera dei Deputati la loro posizione nella seduta del 29 agosto.
Di seguito l’intervento estratto dall’archivio stenografico della seduta.

Loris

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Ingrao. Ne ha facoltà.

INGRAO – Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo qui a discutere stasera di un grande dramma che ha colpito un popolo, che ha determinato una lacerazione nel mondo socialista e ha aperto un conflitto tra paesi e forze politiche le quali hanno avuto e hanno un grande ruolo nella lotta mondiale per il progresso e per l’emancipazione dei popoli.

La posizione che portiamo qui oggi è che si debba fare da parte di tutti quanto è necessario perché presto questo conflitto e le sue pesanti conseguenze siano superati e la Cecoslovacchia possa procedere in piena libertà, indipendenza e sovranità sulla via del socialismo, dello sviluppo della democrazia socialista: e ciò nell ‘interesse non soltanto della Cecoslovacchia ma dell’Europa e del mondo, della lotta antimperialista, della causa della pace.

A questo obiettivo abbiamo mirato noi comunisti italiani in ognuna delle posizioni e negli atti che abbiamo compiuto in questi giorni, essendo consapevoli che siamo una grande forza politica italiana, la quale ha un posto e una responsabilità di primo piano non solo nel nostro paese, ma nel movimento operaio internazionale e nel movimento comunista che ne è componente decisiva. In questa direzione abbiamo lavorato con tenacia e con chiarezza non solo in questi giorni, ma anche nei mesi passati, nei contatti internazionali, nelle discussioni e nelle stesse polemiche che abbiamo avuto con i partiti fratelli.

Abbiamo scartato la via delle recriminazioni, delle esasperazioni e dei calcoli strumentali e abbiamo scelto la via degli atti politici chiari e al tempo stesso meditati, responsabili, che fossero di aiuto reale – come appunto mi sembro. riconoscesse lo stesso compagno Nenni – al popolo e al partito comunista cecoslovacchi, a una unità effettiva delle forze socialiste, e che spingessero prima ad evitare e poi a superare il conflitto che si era aperto.

Non solo non abbiamo taciuto, ma abbiamo agito e cercato di pesare; e di fronte all’intervento militare dei cinque paesi del patto di Varsavia abbiamo espresso il nostro grave dissenso e la nostra riprovazione, non solo perché dinanzi a quegli eventi ogni forza politica era tenuta a dimostrare chiarezza di giudizio e assunzione di responsabilità, ma perché abbiamo sperato che la nostra voce, unita a quella di altri partiti comunisti, potesse recare un aiuto e impedire il peggio.

>> leggi tutto l’articolo>> a sinistra: 20 agosto 1968 : i comunisti italiani e la fine della primavera di Praga.

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