La storia di Sabra e Chatila – per non dimenticare

pic227[1]Il  6 Giugno 1982 Israele invade, per la seconda volta, il Libano, cacciando i Siriani dalla Valle della Bekaa, in risposta all’uccisione dell’Ambasciatore israeliano a Londra. L’ invasione del 1982 è quella più architettata contro l’OLP,  in un paese devastato dalla guerra civile del 1975 e privo di autorità statale, dove anzi è proprio l’OLP la forza più organizzata. L’invasione fu accompagnata da devastanti bombardamenti nelle città di Tiro, Sidone, Damour: era iniziata l’operazione “Pace in Galilea” decisa dal Primo Ministro Begin ed il Ministro della Difesa Ariel Sharon.

L’intenzione era quella di penetrare 45 Km. nel territorio libanese per difendere la sicurezza israeliana (fascia di sicurezza), distruggendo le basi dell’OLP nel Sud del Libano, da dove però l’organizzazione di Arafat non aveva lanciato nessun attacco da oltre un anno. Un esercito di 60.000 soldati, affiancato da mezzi corazzati e supportato dalla marina e dall’aviazione israeliana, si lancia alla conquista del Libano.

Il 07 giugno, aerei israeliani e mezzi blindati bombardano il campo profughi di Burj El Chemali e colpiscono il centro di Al-Houleh Club, dove avevano cercato riparo donne, bambini e vecchi. 97 sono le vittime delle bombe al fosforo. Solo tre persone si salvano (massacro all’Al-Houleh Club di Burj El Chemali).

La rocca del Castello di Beaufort – Qalat Shafiq, a sud del fiume Litani, che i palestinesi dell’Olp avevano conquistato nel 1976, viene occupata dall’esercito israeliano che vi manterrà un presidio fino alla sua ritirata definitiva dal Libano del 2000.

Il numero complessivo delle vittime civili dovute all’invasione israeliana è enorme:

circa 20.000 morti, 32.000 feriti gravi, 2.206 invalidi e 500.000 senza tetto.

Le Nazioni Unite tentarono vari richiami, tutti rimasti inascoltati ed il 13 giugno cominciò l’assedio di Beirut che durò 88 giorni, durante i quali la capitale fu bombardata quasi di continuo con bombe a grappolo, granate al fosforo ed altri tipi di bombe.

Raggiunta Beirut, Sharon si reca al Palazzo Presidenziale Libanese sulla collina di Baabda, da dove può osservare la città assediata da tutti i lati dalle milizie dei falangisti e dalle truppe israeliane.

Al termine dei bombardamenti rimasero macerie ovunque ed il numero delle vittime fu spaventoso.

>>leggi l’articolo completo>> La storia di Sabra e Chatila.

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