Il giorno del disonore

Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
…non credevo che sarebbe stato possibile arrivare a tanto nel ferire, infangare, disonorare le nostre istituzioni.
Non solo un guitto fiorentino ha concordato con un pregiudicato lo strumento con cui noi dovremmo darci le nostre rappresentanze, ma a questo Delinquente è stato permesso con gli onori del caso di andare a contrattare gli equilibri del prossimo governo.
Non credo che Herbert Hoover* avrebbe mai accettato di incontrare Al Capone come non credo che un Presidente come Sandro Pertini avrebbe mai permesso che un condannato in attesa di espiare una condanna su problematiche fiscali di grande entità potesse calpestare il più autorevole palazzo dello Stato.
Sono stati disonorati quei principi sui quali la nostra democrazia, già abbondantemente minata, ha posto le sua fondamenta.
L’educazione ai propri figli viene data con l’esempio, molti di noi sono figli o nipoti di chi ha pagato il prezzo più alto per restituire la dignità a questo paese o di chi ha lottato per migliorare le condizioni di lavoro, della salute dei diritti civili.
Quale esempio oggi è in grado di dare il nostro Stato?

Loris

 

*Herbert Hoover – 31° Presidente degli USA  1929-1933

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8 responses to “Il giorno del disonore”

  1. nicochillemi says :

    Sono stanco di tutto Loris, sono appena stato negli Stati Uniti e ho goduto del fatto di essermi perso tutto il renzishow…i cui risultati però mi ritrovo adesso! Il che la dice lunga di come siamo messi… un abbraccio

  2. Paola says :

    Un giorno, nel prossimo futuro, di noi, che ci sentiamo schifati di tutto questo che ci circonda, diranno: “Conoscevano ogni cosa ma non hanno fatto niente per combatterle o per migliorarle.” e questa è l’unica e vera triste realtà.

    • Loris says :

      E’ vero quello che scrivi, ma forse se si ommetterà che comunque c’è stato e c’è chi in tutti i modi senza essere nessuno ha continuato a stare in direzione “ostinata e contraria”, forse saranno pronti a replicare errori e scelte… all’infinito.
      … e ritorniamo alle nostre differenze di approccio. Assolutamente coerenti tutte e due e degne di considerazione, ma che hanno la necessità di dare continuità a quella “Memoria” che passa dalla militanza all’appartenenza “di pancia”.

      • Paola says :

        è questo il nostro errore…troviamo differenze dove in realtà non ci sono…
        siamo divisi, sparpagliati, quando invece dovremmo unirci sotto lo stesso tetto. Perché abbiamo gli stessi ideali. Ma la storia è sempre la stessa. Dividi e impera. Il mio cuore sanguina.

  3. Loris says :

    🙂 Paola, sto parlando di differenze di approccio e non di contenuto, ma se non c’è la continuità culturale, quell’elemento che possa dare continuità alla mia storia con la tua il risultato rischia di essere un tavolo eternamente zoppo.

    • Paola says :

      ma io non ho differenze di approccio rispetto alle tue benché immagino di poter essere vista come una sorta di pasionaria che a spada tratta si illuda di combattere il mondo invocando una sorta di rivoluzione. La storia ci insegna che spesso è necessario intraprendere strade difficili ma io ancora spero in una risoluzione democratica. Eppur, anche su questo fronte, io sento che ci mancano le forze come se gli uomini risoluti e onesti, seppur tanti, si siano dispersi in oscuri antri, vergognandosi di se stessi. A gran voce rivendico una rivoluzione culturale, quella sì, e non mi stancherò mai di dirlo.

      • Loris says :

        ho scritto per un quarto d’ora e poi ho perso il commento…. era l’argomento di cui avrei voluto parlarti che scaturiva dal tuo post precedente “prendere posizione”… ora è tardi e sto finendo un lavoro…. prima o poi riuscirò a spiegarmi

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