George Soros alla conquista dell’Europa

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A poche settimane dalle elezioni europee George Soros, in occasione del lancio del suo ultimo libro ‘The Tragedy of the European Union: Disintegration or Revival’ tenutosi il 12 marzo scorso in un incontro organizzato da Open Europe, un indipendente think tank con sede a Londra e a Bruxselles, ha dichiarato: “L’Unione europea potrebbe essere una realtà del passato”. E se lo dice lui c’è da credergli. Noi siamo qui a dannarci senza sapere che pesci pigliare quando girano per il mondo personaggi come questo. Lo chiamano finanziere; d’accordo, perché probabilmente finanziere è diventato sinonimo di cinico speculatore, che non si fa scrupolo alcuno e per il suo tornaconto può danneggiare una nazione intera.

In occidente è osannato e riverito, con le dovute eccezioni, ma altrove non è così ben visto;

Soros è condannato all’ergastolo in Indonesia per speculazione sulla moneta locale.

E’ condannato alla pena di Morte in Malesia per aver distrutto e speculato sulla moneta locale disastrando l’economia di questo paese.

Putin ha ordinato nel 2012 di rilasciare un mandato di cattura Internazionale nei suoi confronti.

E’ stato condannato dallo stato francese per insider trading con una multa di 2 milioni di dollari (che per uno come lui sono noccioline). Soros ricorse alla corte europea dei diritti dell’uomo, ma la condanna è stata confermata.

E’ inoltre ricercato dall’Fbi per insider trading in Usa (tutti i link che ne facevano riferimento sono spariti – Page Not Found – )

Eppure se ne gira per il mondo impunito, non solo, è pronto a scommettere contro l’euro, e da iettatore, che tiene ben salde le corde dei suoi burattini, prevede una stagnazione di lunga durata molto simile a quella vissuta dal Giappone.

Più di quattro anni fa mi interessai a questo personaggio durante uno studio che feci su OTPOR e le rivoluzioni colorate in relazione al fatto che una sua società, l’ Open Society Institute, risultava appunto tra i finanziatori di quelli che si definiscono esportatori di democrazia sotto la bandiera di OTPOR.

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Figlio di ebrei ungheresi, George Soros effettuò le prime operazioni sulla valuta in occasione della super inflazione ungherese del 1945-46. Presidente del Soros Fund Management e dell’Open Society Institute, ex membro del Consiglio di Amministrazione del Council on Foreign Relations (CFR), finanziatore dello Human Rights Watch. Finanziò e organizzò la rivoluzione delle rose in Georgia, a suo tempo elargì grosse somme agli avversari di George Bush e appoggiò Obama alle ultime presidenziali. Amico di Gorbachov, ha supportato movimenti rivoluzionari in Serbia, Ucraina, Bielorussia, Kirghizistan, mentre avrebbe sostenuto diverse rivoluzioni colorate: da quella bianca in Venezuela, a quella verde in Iran, sino a quella viola in Italia. (da BORSA FOREX TRADING FINANZA)

Secondo la rivista americana EIR Soros cominciò la carriera sotto gli auspici dei Rothschild, che ancora oggi sono tra i finanziatori noti delle sue attività disponendo di due consiglieri nell’amministrazione del Quantum Fund NV, la finanziaria di Soros registrata nelle Antille Olandesi luogo adatto per nascondere qualcosa e creare società off-shore mediante le quali con bonds e fondi di investimento riciclare e moltiplicare denaro, come un “miracolo dei pani e dei pesci”. Se volete informarvi di più nel sito del MoviSol (Movimento Internazionale per i diritti civili – Solidarietà) troverete un dossier sulla figura di Soros veramente allucinante.

E veniamo ai fatti di casa nostra.

Nel 1992 Soros, vendendo la lira allo scoperto comprando dollari, costrinse la Banca d’Italia, di cui Ciampi era allora governatore, a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio, portando a una svalutazione della nostra moneta del 30% e l’estromissione della lira dal sistema monetario europeo. Soros aveva più mezzi: grazie all’effetto-leva e alla speculazione coi derivati, agiva come avesse 100 dollari per ogni 5 realmente impiegati. In pratica, con questa leva, Soros vendeva lire che non possedeva, contando poi di ricomprarle a svalutazione avvenuta.

Per rientrare nello Sme, il governo italiano fu obbligato a una delle più pesanti manovre finanziarie della sua storia – circa 93 mila miliardi di lire – al cui interno, tra le tante misure, fece per la prima volta la sua comparsa l’imposta sulla casa (Ici), oggi divenuta Imu. Soltanto cinque mesi prima il presidente del consiglio di allora Giuliano Amato, proprio a causa della difficile situazione economica in cui versava il nostro Paese anche prima dell’attacco speculativo di Soros, era stato obbligato a dare il via libera al prelievo forzoso del 6/1000 sui conti correnti nella notte tra il 9 e 10 luglio. (vedi qui e qui)

Il venerato maestro Ciampi, che sapeva come stavano le cose, avrebbe dovuto rinunciare fin dall’inizio alla sua difesa. Invece ai contribuenti italiani costò due o tre stangate alla Prodi che in parte (almeno 15 mila miliardi di lire) finirono nelle tasche di Soros. E cosa ancora più grave, Ciampi prosciugò quasi totalmente le riserve in valuta di Bankitalia.

Così, quando alla fine la lira fu svalutata del 30% – come i Rothschild e le banche d’affari USA volevano, per poter comprare a prezzi stracciati le imprese dell’IRI – non c’erano più soldi per la difesa della italianità di quelle imprese. La svendita era stata accuratamente preparata da Giuliano Amato che, appena diventato capo del governo, aveva trasformato gli enti statali in società per azioni, in vista delle privatizzazioni, in modo che le oligarchie finanziarie estere potessero controllarle diventandone azioniste, e poi rilevarle per il classico boccone di pane.

La cosa fu così sporca che Ciampi (come minimo, se non da complice, si comportò da incompetente) una volta prosciugate le riserve, offrì le sue dimissioni. Gli fu detto di star tranquillo; Ciampi sarebbe stato premiato con la presidenza della repubblica.

Ci fu anche un’inchiesta. Nel ‘96 la Guardia di Finanza indagò se «influenti italiani abbiano operato illegalmente dietro banche e speculatori», ricavando un guadagno accodandosi a Soros nella speculazione contro la lira. Secondo Il Mondo del dicembre ‘96, la «lobby a favore di Soros», secondo gli inquirenti, comprendeva Prodi, Enrico Cuccia (capo di Mediobanca per la Lazard) Guido Rossi, Isidoro Albertini, Luciano Benetton, Carlo Caracciolo.(Vedi qui) Naturalmente, le procure insabbiarono. Gli indagati erano tutti padri della patria, venerati maestri, riserve della repubblica.

E Prodi come si comportò nei riguardi di Soros? Gli consegnò la laurea honoris causa, (anzichè un mandato di cattura) presso facoltà di economia dell’Università di Bologna, presieduta da Stefano Zamagni, stretto collaboratore dell’ ex primo ministro emiliano. (Qui)

L’anno scorso (2013) ad Udine, una giuria di giornalisti “d’assalto” – vedi Milena Gabanelli e Tony Capuozzo – ha assegnato proprio a George Soros il Premio Terzani 2013 per il suo libro ”La crisi globale e l’instabilità finanziaria europea” con la seguente motivazione ufficiale: “Gli articoli raccolti nel suo ultimo libro, “La crisi globale”, scardinano il pensiero economico prevalente e sostengono la necessità di una diversa organizzazione della finanza internazionale. Soros invita a considerare il mercato non un fine, ma piuttosto un mezzo per assicurare un equo benessere al maggior numero di persone possibile, in un quadro di garanzie democratiche. Fa appello alla classe dirigente europea affinché si assuma la responsabilità di ricercare soluzioni condivise che affrontino non solo la riduzione dei debiti, ma anche la crisi valutaria, quella bancaria e il rilancio dell’economia nel rispetto di una più equa redistribuzione delle risorse. Nell’assegnare il Premio a George Soros la giuria intende riconoscere valore alla straordinaria esperienza di un attore economico atipico e contemporaneamente offrire al pubblico una eccezionale occasione di conoscenza, nello spirito di Tiziano Terzani. La sua analisi è persuasiva e autorevole, forgiata in anni di esperienza come manager di fondi e sostenitore dell’integrazione europea. La sua preoccupazione per il futuro dell’Eurozona è palpabile, oggi che i mercati mettono alla prova le banche e i processi politici europei, portandoli sull’orlo del tracollo come mai prima era accaduto – né era stato previsto – fin dalla nascita della Comunità Europea”.

Cosa?….è una presa per il culo evidente stando a quello letto sopra e di cui sono convinta anche i giornalisti siano al corrente. La Gabanelli mi delude profondamente, incredibile quanto siano tutti invischiati in questi traffici. Mi fermo qui adesso perché sto per avere un crollo psichico-emotivo. Ma ho ancora da dire su questo personaggio.

Paola Mangano

http://www.economia.rai.it/articoli/george-soros-la-prospettiva-europea-nella-crisi/16851/default.aspx

http://bastacasta.altervista.org/p11232/

http://www.linkiesta.it/il-finanziere-soros-gioca-col-debito-l-altra-volta-ci-e-costato-20-miliardi

http://it.wikipedia.org/wiki/George_Soros

 

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