La nostra storia – 30 giugno 1960

La nostra storia è costellata di date, ma soprattutto di persone che hanno reso possibile che le date diventassero importanti.
Alcune sere fa ho ricevuto una mail da un amico, un compagno col quale insieme a molti altri abbiamo condiviso in una stagione della nostra vita speranze, lotte, impegno per cambiare il mondo e soprattutto l’entusiasmo che apparentemente solo i giovani sembrano avere.

Il testo della mail era il seguente:

Amiche/i vicini e lontani (per questi ultimi dovrò spiegare il fatto oltre che la cosa accaduta) mi è venuta voglia di comunicare un flash accadutomi ieri mattina.

Per le persone lontane, che possono non sapere, ricordo che x i genovesi, non per tutti ovviamente, è fatto d’orgoglio che il 30 giugno 1960, con tumulti e mobilitazione di massa si sia riuscito ad impedire il congresso dell’allora MSI.

Ci sono canzoni, poesie, ricordi scritti e di partecipanti che “esaltano” questa vittoria di popolo di una città medaglia d’oro x la “resistenza”.

Il fatto che mi è accaduto è il seguente, indicativo x varie considerazioni che lascio a voi: sono alla medicina preventiva x fissare un appuntamento, mi viene proposto il 30 GIUGNO, la mia risposta è che non si può perchè è festa.

L’infermiera mi chiede: ma quale festa?

La mia risposta, rendendomi conto dell’errore, è stata: hai ragione è nella mia testa e nel mio cuore.”

R: Grazie Mauro
Loris

Posso provare dalle colonne di questo Blog a ripercorrere quelle che furono definite “Le giornate di Genova”, perchè più cuori possano impossessarsene.

8f60c-30giugnosei

Venerdì 24 giugno 1960

L’APPELLO
DEL CONSIGLIO FEDERATIVO
DELLA RESISTENZA

 

Il Consiglio Federativo Ligure della Resistenza si è in questi giorni riunito più volte per considerare gli sviluppi della situazione in rapporto al deprecato progetto del MSI di tenere a Genova il prossimo congresso nazionale.

Il Consiglio federativo della Resistenza ha preso atto delle unanimi reazioni della cittadinanza; essa non può infatti dimenticare tutte le distruzioni ed i lutti che furono conseguenza della nefasta politica fascista di cui il MSI raccoglie, vantandosene, l’eredità.

In particolare si compiace della ferma posizione assunta dal Consiglio provinciale di Genova, dalle organizzazioni sindacali delle diverse tendenze, dai vecchi dirigenti del CLN, dagli ambienti giovanili e dai circoli intellettuali, che sono tutti un fervore di iniziative per riaffermare l’anima antifascista di Genova.

Tale stato d’animo è stato riconfermato al suo più alto grado nelle numerose riunioni di ex partigiani di tutte le fedi politiche e dalla parola fervida di esponenti e associati delle diverse organizzazioni di ex combattenti della libertà, dall’ANPI alla FIVL e alla FIAP.

Messaggi da ogni parte d’Italia, giunti al Consiglio Federatìvo Ligure della Resistenza attestano che il progettato raduno dei neo-fascisti a Genova non è soltanto un motivo di turbamento della opinione pubblica locale, ma di tutti gli ambienti nazionali per i quali i principi della Costituzione repubblicana non sono parole vane, ma imperativi inderogabili all’azione. Basta in proposito citare il nobile messaggio che, fedele al suo passato di membro del CLNAI, è stato inviato ai dirigenti della Resistenza genovese dal Senatore Giorgio Bo.

Sono parole alte e responsabili che significano come le file della democrazia italiana si stanno oggi rinsaldando come nei giorni più duri della lotta di Liberazione.

E questo ripetono con vari accenti ma con eguale spirito i molti messaggi delle città decorate al valormilitare, del Comitato “Cuneo brucia ancora”, nonché di coloro che  come il parroco del montano paesello ligure di
Barbagelata hanno vissuto le giornate tragiche dei rastrellamenti delle SS naziste e dei loro complici italiani in camicia nera.

Stupisce pertanto come, di fronte a questa unanime mobilitazione degli spiriti, le Autorità non ricorrano al solo provvedimento che in simile caso parrebbe logico, quello cioè di contenere le velleità degli squallidi continuatori delle gesta del nazifascismo, e si accaniscono invece contro coloro che, non tradendo i valori della Resistenza, si dimostrano i più fedeli cittadini dello Stato. Sequestri di manifesti, divieti di manifestazioni, protestando la necessità dell’osservanza di norme mai prima di oggi applicate, dicono di una singolare incomprensione da parte di chi è preposto alla tutela dell’ordine pubblico, dello stato d’animo e dei diritti stessi di una popolazione, che non può tradire se stessa e venire meno ad una secolare tradizione di libertà.

Constatando questi fatti, il Consiglio federativo ligure della Resistenza richiama ancora una volta chi di dovere a considerare la situazione nella sua concreta realtà, ricordando che con la forza non si può contenere la cosciente espressione dello spirito di democrazia e di libertà, il solo in grado di assicurare ai popoli il loro pacifico divenire.

fonte “Le giornate di Genova” di Anton Gaetano Parodi

 

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