dai gruppi così detti antagonisti.
maggio 7, 2012
Attentato all’ing. Adinolfi – Genova non torna agli anni 70
Posted by atsinistra under antifascismo, politica | Tag: brigate rosse, GENOVA, Stato, strage di stato, terrorismo |Leave a Comment
dai gruppi così detti antagonisti.
maggio 4, 2012
A che serve avere le mani pulite, se si tengono in tasca
Posted by atsinistra under Uncategorized | Tag: Borsellino, comico genovese, comune di Genova, consiglio comunale, don primo mazzolari, Falcone, GENOVA, Grillo, la mafia, MAFIA, Marco Doria, Palermo, Pio La Torre, sindaco |[2] Comments
Buon voto a tutti i Genovesi, e un augurio ai Palermitani che sono stati offesi da un comico genovese, che, molto probabilmente la mafia la conosce perchè ha visto i film di Francis Ford Coppola e,cresciuto nel brodo della cultura berlusconiana, da buon cabarettista le cazzate le sa sparare bene.
aprile 20, 2012
verso il 25 aprile – La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare
Posted by atsinistra under antifascismo, politica | Tag: 25 aprile, antifascismo, articolo 18, banche, COSTITUZIONE, lavoro, RESISTENZA, statuto dei lavoratori |Leave a Comment
“..la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…” (Piero Calamandrei – ai giovani 1955)
marzo 19, 2012
ASCOLTATELI! TAV. Fermarsi è possibile: “digiuno a staffetta”
Posted by atsinistra under ambiente, politica | Tag: GENOVA, No TAV, POLIZIA, repressione, val Susa |1 Comment
ciò, continuando ad amplificare le posizioni di chi sosteneva la necessità dell’opera, tutto si sarebbe dissolto. Toccando con mano che così non era, dopo il grande moto popolare per riprendere i terreni a Venaus del 2005, i governanti hanno intrapreso un processo di cosidetta mediazione: confrontiamoci, ma solo con chi non mette in discussione la fattibilità dell’opera… Il tutto è naturalmente fallito.
militare; con successiva repressione verso coloro che a quell’imposizione si sono ribellati. Una strada pericolosissima perchè la violenza genera violenza, il fumo dei gas cs attira quello di fumogeni e fuochi e ai lacrimogeni lanciati ad altezza uomo rispondono pietre: finchè non si riesce più a capire chi è che ha iniziato e chi può aiutare a uscirne. E il Potere chiama legalità gli uni e violenza gli altri.
adesioni scrivere a ascoltateliliguria@gmail.com
Associazione Vittorio Foa, Circolo Dossetti, Circolo Nuova Ecologia Legambiente Genova, Comitato verità e Giustizia per Genova, Forum ambientalista Genova, Forum Ponente Genovese, meditAmare Imperia, Movimento Nonviolento Centro di Genova, Punto Rosso, Rifondazione Comunista Federazione di Savona,
Per controllare l’aggiornamento delle adesioni vai a:
http://ascoltateliliguria.blogspot.it/
marzo 5, 2012
Da Genova a Palermo per far fronte alle contraddizioni nate all’interno del PD
Posted by atsinistra under politica | Tag: Doria, elezioni comunali, federazione della sinistra, pd, sel, Verdi. |1 Comment
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Il voto delle primarie di Palermo apre riflessioni sulla debolezza di un PD che rischia di trascinare alleanze elettorali ad un disastro di difficile quantificazione.
E’ evidente, indipendentemente dal tipo di risultato, che il rapporto tra PD e la sua base elettorale è degenerato, sino a provocare dei flop nelle competizioni delle primarie che il PD stesso ha promosso e attuato.
La facoltà di vedere spostare aree di un partito verso aree contrapposte culturalmente e politicamente non è a mio parere sinonimo di democrazia ma segno di una confusione politica in cui non è salutare rimanere impantanati.
Lo è ancor meno quando questi spostamenti avvengono all’interno di conflitti sociali come quelli determinati dalle richieste dei poteri delle banche contrapposti ai blocchi sociali produttivi e operativi. Stessa pericolosità investe le scelte operate su interventi di lungo respiro che interreagiscono tra problematiche ambientali con i suoi annessi come la salute e su problematiche come l’effettiva utilità e le ricadute sui così detti “comitati d’affari”.
Genova affronterà la competizione elettorale con tutti i fronti aperti e il risultato, non possiamo negarlo, potrebbe essere determinato da accadimenti o vicende che alla fine di Genovese potrebbero avere molto poco.
Forse non entro in errore se affermo che quello che avrebbe dovuto essere a livello nazionale il partito all’interno del parlamento che rappresenta l’opposizione, oggi a Genova pur essendo stato al governo della città, si presenta con tutte le sue contraddizioni e le sue debolezze.
Pragmaticamente tutti sappiamo che senza il PD Genova sarebbe consegnata per il prossimo mandato a un sindaco che di centro-sinistra non lo sarebbe proprio, pur tuttavia la regola di un voto a sinistra solo per impedire che vada al governo della città la destra o il centrodestra sarebbe avvilente demotivante e quasi sicuramente perdente alla luce delle problematiche che si sono aperte per la peculiarità del territorio e per la priorità che assume la messa in sicurezza del territorio stesso, a scapito evidentemente di interventi cementificatori o impermeabilizzanti che potrebbero risultare nocivi proprio per la sicurezza del territorio, oltre per l’impatto sociale.
Credo che l’errore in cui il candidato Sindaco non dovrebbe cadere, è quello di un programma unitario, dove le varie componenti sacrificano qualcosa politicamente, generando inevitabili frustrazioni. L’elaborazione di un programma condiviso è l’unica strada per portare ai cittadini una proposta forte, e senza possibilità di ripensamenti o recriminazioni.
Condivisione e unitarietà sono due concetti molto diversi tra loro, e non è solo un problema di semantica.
Il rimanere subalterni al PD, che ha esercitato sino alla fine di questo mandato il ruolo di leader non può più essere un metro di riferimento e soprattutto potrebbe addirittura trascinare anche l’eventuale novità in una sorta di vortice distruttivo.
I tavoli che sono stati avviati devono diventare a mio parere non l’elencazione delle problematicità ma gli strumenti di risposta, attraverso quelle pratiche che oggi la normativa ci consente.
E dalla società civile che oggi esce una elaborazione qualificata sui singoli problemi, e da questa società civile ritengo giusto dovrebbe uscire, attraverso quei tavoli, il programma per la rinascita della città. Una rinascita che intervenga soprattutto sulla qualità della vita con tutti i suoi connessi.
Gli assalti alla diligenza non saranno consentiti e la trasparenza dovrà istituzionalizzarsi.
- Tutto ciò onestamente non mi sembra molto ma, con la politica dei giorni nostri abbiamo purtroppo iniziato a riconsiderare le buone pratiche come strumento finalizzato al superamento dell’attuale crisi.
- Loris
marzo 4, 2012
giovani, velocità e psicologia padana – La strana gioventù che odia la velocità (ma ha capito più dei vecchi)
Posted by atsinistra under ambiente | Tag: decrescita, giovani, la repubblica, No TAV, scalfari, sostenibilità, sviluppo |Leave a Comment
Genova, 4 Marzo 2012
Dopo il pranzo domenicale a casa di mammà, mi capita tra le mani Repubblica. Sfogliandolo mi cade l’occhio sull’editoriale di
Scalfari intitolato “Una strana gioventù che odia la velocità” dove l’autore in particolare si stupisce “della posizione degli studenti, ostile all’alta velocità”.
Oibò, a me invece stupisce il suo stupirsi! Da giornalista navigato forse dovrebbe informarsi un po’ sulle aspirazioni e i sentimenti giovanili. Questi “strani giovani”, per ragioni anagrafiche lontani da lui, pensano al loro futuro. Quello che sarà l’Italia o il mondo tra 20 anni li tocca immensamente più di quanto non tocchi le persone dell’età di Scalfari, che, pur augurandogli lunga vita, chissà forse a quell’epoca li guarderà dall’alto.
I giovani meglio dei vecchi hanno capito che questo modello di società e sviluppo insostenibile sta distruggendo il loro futuro, i loro padri hanno permesso il depredamento delle risorse naturali, lo scempio del paesaggio, l’ipertrofia dei sistemi finanziari e speculativi, la corruzione, l’attaccamento al potere…, e si sono persi i rapporti di solidarietà e di comunità, i posti di lavoro, il welfare, la natura incontaminata, l’onestà, e mille altri valori.
I giovani meglio dei vecchi capiscono che per salvarsi bisogna ripensare il modello di società e di consumi. I giovani forse capiscono meglio concetti come “km 0”, “filiera corta”, “autoproduzione”, “sostenibilità”, “decrescita”, “beni comuni” ecc.. di cui forse Scalfari non sa il significato o li relega a utopie da ecologisti estremi, ignorando quanto stiano diventando realtà.
Sognamo un futuro dove non ci sia neanche bisogno di spostare tutte quelle merci per le quali sacrifichiamo intere comunità montane ed enormi quantità soldi pubblici, perché nel futuro che vogliamo avremo imparato a consumare meno e a consumare prodotti locali, prodotti da giovani che tornano a coltivare la terra e a fare artigianato o da piccole imprese sul nostro territorio.
Ora mi si accuserà di utopia, ma ci sono esperienze di tutto ciò e l’alternativa è la morte del genere umano e del pianeta. Pertanto preferisco inseguire l’utopia.
L’unico modo per produrre ricchezza non è produrre merci da sostituire continuamente perché già obsolete, né costruire infrastrutture inutili e dannose, a vantaggio del partito del cemento.
Possiamo produrre benessere investendo in altri settori utili e sostenibili. Vogliamo aiutare l’edilizia? Risaniamo energeticamente tutto il patrimonio immobiliare, così saremo anche meno assillati dalla crisi energetica; mettiamo in sicurezza il territorio così non dovremo piangere morti e danni alla prossima alluvione; investiamo sull’agricoltura e il recupero dei boschi, sul turismo e l’artigianato. Tutte attività che hanno impatti positivi e duraturi.
I giovani forse questo lo intuiscono ed è per questo che protestano, anche per difendere il diritto a dissentire e ad opporsi a scelte scellerate; la repressione poliziesca è un pessimo segnale e i giovani lo sanno bene.
Nel merito dell’opera ad oggi non ho ancora sentito una sola risposta alla domanda fondamentale: “Se le merci che viaggiano sono solo 3 mln tonnellate e la linea esistente può portarne fino a 20, a cosa serve una nuova linea?”. Le risposte sono state solo l’infantile “perché sì” oppure l’autoritaria repressione.
Per concludere con un sorriso riporto ancora la risposta del presidente Cota: “serve a fare aprire il Piemonte, anche psicologicamente”…
Ma se mandassimo in analisi tutti i piemontesi non è che magari ci costerebbe meno?
ing. Silvia Parodi – Genova
febbraio 21, 2012
Europe Rise Up – Verso Firenze 2012 i Forum sociali si confrontano con la crisi in Europa
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Il 18 febbraio A Firenze si sono incontrate realtà che partecipano alla rete dei Social Forum. Oggetto dell’incontro il decennale del Forum Sociale Europeo del 2002 e l’attualità delle realtà della società civile all’interno della crisi che stiamo attraversando a livello nazionale con le sue connessioni evidenti legate alla moneta unica e alla Comunità Europea.
Nei numerosi interventi della giornata sono stati più volte individuati gli argomenti che dovrebbero alimentare la discussione .
Con un inevitabile riferimento all’attualità , Democrazia, Lavoro e Beni Comuni saranno le linee guida dell’avvicinamento al decennale di Novembre, ma è evidente che fin da ora il dibattito potrà essere una risorsa all’interno dei conflitti generati dalla politica liberista delle dirigenze della comunità europea, dall’FMI e della BCE.
Non è più sufficiente proclamare che a Genova nel 2001 e a Firenze nel 2002 avevamo ragione, riappropriarsi del proprio futuro diventa una esigenza di sopravvivenza e di una prospettiva di modelli sociali nuovi, equi e sostenibili.
In questi dieci anni vecchi e nuovi soggetti si sono confrontati con le politiche liberiste e privatiste dei governi europei.La capacità di muoverci , come sulle problematiche dell’acqua, con un ampio fronte che trova pratiche condivise da diversi pezzi del movimento, dimostra che siamo tutto meno che elementi residuali o minoritari.
L’emergenza Democratica è l’elemento più urgente, legata all’emergenza “lavoro” come è reso evidente dai fatti greci dalle trattative italiane e dalle proteste in Spagna.
Non potrà essere il Social Forum Europeo a proclamare uno sciopero dei lavoratori europei, ma sicuramente può essere la sede in cui trovare spazi di sollecitazione nei confronti dei sindacati a trovare un fronte comune che superi i confini nazionali e che dia voce a chi oggi la trova separatamente in piazza Syntagma , Piazza San Giovanni o Puerta del Sol.
Loris
Allego report sintetico della discussione con gli interventi della giornata:
FIRENZE10+10_report_incontro_180212 
dicembre 11, 2011
COP17. Kyoto risorge. Ma il clima è salvo?
Posted by atsinistra under Uncategorized | Tag: Ambiente, co2, cop17, giustizia climatica, kyoto, unione europea |Leave a Comment
Da Durban/COP17 – Alberto Zoratti – Fair
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Conclusa alle 5 di notte la COP17
COP17. Kyoto risorge. Ma il clima è salvo?
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novembre 20, 2011
Il Centro Antiviolenza di via Mascherona a Genova , inaugurato il 25 novembre 2008 in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nasce dalla volontà condivisa di oltre 50 soggetti tra Enti Locali e Associazionismo costituiti formalmente in “Rete Provinciale contro la Violenza di Genere” il 19 novembre 2007 e coordinata dalla Provincia di Genova.
Il Centro è stato in questi anni finanziato dalla Regione Liguria, ai sensi della L.R. 12/07 “Interventi di prevenzione della violenza di genere e misure a sostegno delle donne e dei minori vittime di violenza” ed è gestito dalla Provincia di Genova e dal Comune di Genova, proprietario dell’immobile ove il Centro stesso è ubicato .
I finanziamenti Regionali, assieme a cospicue risorse di bilancio dei due Enti, sino ad oggi hanno garantito il funzionamento del Centro di Via Mascherona, gli interventi di sostegno alle donne, compreso l’eventuale inserimento in struttura, ed il sostegno ai cinque Centri di ascolto distaccati sul territorio provinciale ( Busalla, Campomorone, Mignanego, Chiavari, Lavagna), coprendo una spesa complessiva di circa 150.000,00 euro.
Nei tre anni di attività, complessivamente sul territorio provinciale, hanno trovato un punto di riferimento e di ascolto circa 900 donne e di queste ne sono state prese in carico circa 420. Il Centro di Via Mascherona, tramite i Servizi Sociali del Comune di Genova e quelli dei Comuni aderenti alla rete, può fare ricorso a quattro strutture di accoglienza.
Il Centro di Via Mascherona fa parte della Rete Nazionale Antiviolenza afferente al Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è riferimento territoriale del numero di pubblica utilità nazionale 1522
I tagli effettuati dal Governo, attraverso le diverse manovre finanziarie, che hanno colpito sia la Regione che gli altri Enti Locali, hanno fatto sì che la Regione abbia notevolmente ridotto i propri finanziamenti e reso impossibile, per Comune e Provincia di Genova, sopperire con propri fondi in modo da garantire il mantenimento dei servizi in futuro.
Ad oggi la prospettiva è pertanto la chiusura del Centro Antiviolenza di Via Mascherona e dei Centri distaccati sul territorio al 31.12.2011.
Per non disperdere completamente ciò che è stato fatto, dare un senso all’esperienza maturata in questi tre anni e poter continuare a dare risposte concrete alle donne e ai minori vittime di violenza, la Rete Provinciale contro la Violenza di genere, pur continuando a ribadire la necessità che il tema della contrasto alla violenza contro le donne sia parte integrante delle politiche sociali nazionali e locali e pertanto finanziato adeguatamente, intende avviare una campagna di raccolta fondi per sostenere sia il Centro di Via Mascherona che i Centri distaccati.
I versamenti vanno effettuati sul c/c 1000/860 Banca Intesa San Paolo Filiale 3948 intestato a: Gruppo Mafalda Sampierdarena Fondo Centro Antiviolenza
IBAN: IT40D0306901455100000000860
RETE PROVINCIALE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE
Per info: Ufficio Pari Opportunità Provincia di Genova: 010 5499543
mail: cpo@provincia.genova.it
ADERENTI ALLA “RETE PROVINCIALE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE”
AIDIA Sez. Genova, AIDM Consulta di Genova, AIED, Amnesty International Gruppo Genova, Arcilesbica Genova “Gruppo Sharon Kowalski”, ARCI Ufficio Migranti, ASD Associazione Sportiva Dilettantistica “Insieme per amicizia”, CEMP, CGIL Coordinamento Donne Liguria, CIF Chiavari, CISL Coordinamento Donne, CO.LI.DO.LAT., Circolo 9 marzo - Gruppo “Mafalda” Sampierdarena, Comunità di San Benedetto al Porto, Consulta Femminile del Tigullio, Consulta Femminile di Genova, Croce Rossa Italiana Comitato di Genova, Donne in rete, FIDAPA Sez. Tigullio, Granello di senape o.n.l.u.s., Il cerchio delle relazioni, Laboratorio Politico di Donne, MAREA, Mignanego Soc. Coop. Sociale onlus, SPA Politiche di donne, U.D.I. Centro di accoglienza per non subire violenza, U.D.I. 25 Novembre 2008, Usciamo dal silenzio
Provincia di Genova – Assessorato alle Pari Opportunità
Consigliera di Parità della Provincia di Genova
Comuni di Arenzano, Avegno, Bargagli, Bogliasco, Borzonasca, Busalla, Campo Ligure, Campomorone, Casella, Ceranesi, Chiavari, Cogoleto, Davagna, Genova, Lavagna, Mele, Mignanego, Rapallo, Ronco Scrivia, San Colombano Certenoli, Sant’Olcese, Serra Riccò, Sestri Levante, Uscio.
Servizi di Pronto Soccorso dell’A.O. San Martino, dell’A.O. Villa Scassi, E.O. Ospedali Galliera, dell’Ospedale Celesia, dell’Ospedale di Lavagna, dell’Ospedale San Carlo.
Le Asl: A.S.L. 3 Genovese e A.S.L. 4 Chiavarese.
novembre 16, 2011
18 NOVEMBRE ALLE 17,30 ACQUA E REFERENDUM
Posted by atsinistra under Uncategorized | Tag: acqua pubblica, beni comuni, democrazia, indignados |Leave a Comment








